HerbAmelia 2016 – Amelia, Terni

Qualora vi trovaste nei dintorni di Amelia(Terni, Umbria) il fine settimana 23-24 aprile, ricordate che c’è la manifestazione HerbAmelia, incentrata sul mondo delle erbe spontanee e le loro proprietà.

HERBAMELIA 2016

PROGRAMMA

Sabato 23 Aprile

H. 16.30 registrazione partecipanti al convegno e saluto autorità

H 17.00 inizio convegno:“ erbe spontanee, storia, riconoscimento, raccolta e applicazioni culinarie”; relatore prof. Aldo Ranfa dell’Università di Perugia

H 18.00 dibattito

H. 20.00 cena vegetariana in taverna o nei ristoranti convenzionati

Domenica 24 Aprile

H. 10.30 aperura mostra-mercato.

H. 11.00 partenza gruppi di ricerca erbe ed erbario per bambini con pranzo al Rio Grande

H. 12.30 pranzo vegetariano in ristoranti convenzionati

H. 16.00 convegno: “ erbe medicinali ed oli essenziali”; relatore dr. Giulio Fatati

H. 18.00 spettacolo teatrale

H. 20.00 cena con gli attori nella panoramica terrazza del teatro

Lunedì 25 Aprile

H. 09.00 apertura mostra-mercato.

H. 11.00 partenza gruppi di ricerca lungo la cinta muraria amerina raccolta erbe e visita città

H. 12.30 pranzo vegetariano nei ristoranti convenzionati o picnic sotto le mura ( su ordinazione)

H. 15.00 laboratori di cosmetica naturale

H. 17.00 libero

H. 20.00 cena vegetariana in taverna o nei ristoranti convenzionati

Il rosmarino, pianta talmente diffusa ch

Il rosmarino, pianta talmente diffusa che non ha certo bisogno di presentazioni, utilizzo questo pos per suggerire un paio di ricette gustose, ricordandovi che il rosmarino oltre al sapore tipico ha anche numerose proprietà officinali, tra cui effetti antinfiammatori e tonici per il sistema nervoso centrale.

Aggiunto alla zuppa di ceci:
1- negli ultimi 10 minuti di cottura della zuppa di ceci, aggiungete un ramo di rosmarino, inclusa la parte legnosa.
2- Aggiungete olio e pepe a seconda dei gusti.
3- Notate la differenza con la zuppa di ceci senza rosmarino 🙂

Patate a microonde:
1- Avvolgete le patate con tutta la buccia in carta argentata, cuocetele circa 2 minuti e mezzo a microonde.
2- Una volta scartate, fatele a pezzi e bagnate il tutto con l’olio e aggiungete rosmarino tritato, molto meglio se fresco.
3- Sconsiglio di aggiungere il sale, in quanto copre un po’ troppo il rosmarino, suggerisco invece il pepe se sentite che manca qualcosa.

http://ow.ly/i/2yhIi

E’ ottobre, che ci mangiamo?

E’ ottobre, che ci mangiamo?

Certo non è esattamente il momento in cui la natura da assolutamente il meglio di sé, eppure anche in questo periodo ci sono alcune specie vegetali che si ritagliano il proprio spazio. Fra queste c’è il biancospino, albero che ogni anno produce letteralmente chili di frutti commestibili, forse non particolarmente gustosi se non trattati, ma comunque una fonte alimentare che i nostri antenati sapevano come e quando utilizzare.

Come faccio a riconoscerlo? Il biancospino, come ci suggerisce il nome, porta con se una moltitudine di fiori bianchi (che possono essere usati per farci frittate o infusi) e per i suoi rami dalle spine micidiali.

Una volta però che il fiore diventa frutto (ovvero a settembreottobre), quest’ultimo ha come colorazione un rosso-arancione, perciò non fatevi trarre in inganno se in questo periodo vedete un albero carico di piccoli frutti rossi. Si tratta quasi certamente di un biancospino, e queste due indicazioni sono più che sufficienti per identificarlo senza errore.

Che ci faccio? Con i fiori e le foglie ci si possono fare le tisane, mentre con i frutti ci possiamo fare una marmellata che sa di cioccolata (provare per credere) e che ha proprietà energetiche grazie ai suoi zuccheri naturali, e proprietà vaso-protettrici grazie ai flavonoidi quali la quercitina e la rutina.

Come si fa la marmellata? Bene, contrariamente alle altre marmellate, questa va messa a mollo e fatta bollire per circa un’ora, poiché essendo il seme molto grosso rispetto al frutto, la polpa è relativamente poca, dunque per assicurarsi che venga staccata come si deve bisogna prima ammorbidire di molto tutto il frutto. Qualcuno suggerisce di usare un passaverdure, ma personalmente ne ho rotto uno proprio a causa dei semi, durissimi e piuttosto ingombranti. Ho risolto utilizzando un normale passino e un cucchiaio con cui schiaccio i frutti già ammorbiditi contro la rete metallica del passino.

Una volta che abbiamo la polpa, aggiungiamo lo zucchero o miele che abbiamo preparato in precedenza (circa 500 grammi per 1kg di frutti compreso il seme), mezzo limone per farlo conservare meglio, e a chi piace dei chiodi di garofano.

Quando abbiamo la polpa già zuccherata e speziata, facciamo bollire a fuoco molto lento per levare i residui di acqua e far amalgamare lo zucchero con la polpa, questo finché l’amalgama non raggiunge la consistenza voluta della marmellata.

Dunque ora sappiamo com’è, sappiamo cosa farci, sappiamo le proprietà e… ultima cosa: dove lo troviamo?

Il biancospino soffre in mezzo a tanti altri alberi, ed è per questo che lo troveremo sia vicino o in mezzo a cespugli bassi, sia al limitare dei boschi, sia in posizione solitaria.

Immagine

Il Corniolo

Albero da frutto semi-dimenticato, il corniolo è eccellente per almeno due motivi:

  1. i suoi frutti sono un concentrato di sostanze benefiche
  2. il suo legno è il più duro in Europa, tanto che i Greci lo usavano per farci le lance e costruzioni.

Purtroppo questo frutto non è molto comune perché si trova solo ad una certa altitudine (500-1200 m), e perché in termini di quantità non è molto produttivo, tutto sommato il suo frutto è fra i migliori febbrifughi , astringenti e antidiarroici, oltre che molto gustoso se vi piacciono i sapori tendenti all’aspro.

I frutti sono composti da mucillagini, tannini, acido malico e zuccheri, e se ne ricava una deliziosa marmellata che però richiede un processo laborioso, altrimenti possono essere consumati anche da ben maturi , quando raggiungo un deciso rosso bordeaux.

Come dicevo, non è semplice da trovare perché anzitutto si trova piuttosto in quota, dunque Appennini o basse Alpi sono il luogo ideale dove poterli trovare.

Personalmente, li ho trovati presso i Monti Martani (Umbria), se ne trovate anche voi, vi invito ad aggiungerli alla mappa italiana delle erbe e degli alberi 🙂

 

Corniolo

Un esempio di frutti di corniolo

La Santoreggia

L’erbetta di cui parliamo oggi è come da titolo la SANTOREGGIA, trattasi di un’erba aromatica piuttosto rara (perlomeno in Umbria) di aspetto molto simile al rosmarino, ma che si differenzia da questo per almeno 2 particolari:

  1. Le foglioline procedono a due a due, l’una opposta all’altra rispetto al fusto.
  2. Il colore del fusto è bianco.

L’aroma sublime che emana la rende adattissima sia in cucina dove può accompagnare carni, uova, legumi e ortaggi, sia addirittura in profumeria, poiché ha uno spiccato odoresilvestre” sebbene più delicato di quest’ultimo.

Dove la troviamo? In terreni sassosi, asciutti se non addirittura aridi. Questo esemplare qui in foto ad esempio è stato trovato in un paesino abbandonato in Umbria, sulle crepe di alcune scalinate.

Oltre ad essere dunque un’erba dall’odore ricco, usata in cucina presenta ha proprietà digestive, antispasmodiche, stimolanti, purificanti.

Un esemplare colto

L’Italia commestibile delle erbe

Oggi ho preparato con pochi click una Google Map dove segnalerò progressivamente le scoperte che faccio riguardo ad alberi da frutto commestibili o larghe zone piene di erbe o altri cibi, sempre e solo su terreni pubblici/accessibili a tutti.

In questo modo se qualcun altro vuole collaborare e segnalare qualche altro “supermercato naturale“, può inviarmi una richiesta informale e lo nominerò gestore della mappa.

Ci renderemo così conto di come quasi ogni angolo d’Italia sia in realtà uno scaffale di un supermercato, con tonnellate di frutti ed erbe buone che ogni anno vengono guastati per il semplice fatto che non abbiamo voglia di respirare un po’ d’aria buona, o di conoscere alimenti che non sono mai stati trattati e che quindi con una semplice lavata con acqua (tutt’al più con del bicarbonato) sono il miglior cibo altrimenti possibile!

Da notare che ci sono due tipi di puntatori:

  1. Lo strumento “Puntina”, il più visibile, lo uso specialmente per gli alberi
  2. Lo strumento “Area”, con cui ho tracciato alcune aree particolarmente vaste in cui trovare un’erba o un’altra, in modo tale che anche se alcuni esemplari venissero colti, l’informazione sarebbe sempre valida.

Buona ricerca! 🙂